Sergio Forconi
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LA MIA STORIA: SESSANTACINQUE ANNI DI VITA E DI PASSIONE PER IL TEATRO
Nasco nel 1941, a San Casciano in Val di Pesa, primogenito di una famiglia semplice, contadina, fiero di questa mia origine. Cresco nel paese che aveva visto nascere Machiavelli e frequento il Cinema-Teatro Niccolini, qualche volta pagando il biglietto e qualche volta no... divoro le riviste di cinema, che a volte il giornalaio del paese mi prestava, intuendo la mia passione per quest'arte. Poi, all'inizio degli anni cinquanta mi trasferisco a Grassina, alle porte di Firenze. Ed è qui che inizia la mia carriera, presso la Casa del Popolo, con la Compagnia "Gli Sfacciati Paesani". E pensare che la prima commedia, "L'agonia di Schizzo" non doveva vedermi fra gli interpreti! Io dovevo limitarmi a coordinare, facevo il trovarobe e il suggeritore; ma il protagonista, un ragazzo che all'epoca aveva la fortuna di poter studiare, non veniva quasi mai alle prove, e io lo sostituivo. Quindi, mi ritrovai sul cartellone e sul palcoscenico. E da allora, e son passati circa quarantacinque anni, non sono più sceso. Dal teatro di Grassina, poi, mi sono spostato nei teatri fiorentini, e ho avuto, negli anni l'onore e il piacere di conoscere e collaborare coi grandi del vernacolo: Mario Marotta, Ghigo Masino, Giovanni Nannini e su tutti Wanda Pasquini, grandissima maestra d'arte e non solo... dal teatro al cinema il passo è stato quasi facile, grazie anche al Cantini, ricordatissimo coordinatore delle comparse fiorentine. Poi gli anni della maturità mi hanno portato la gioia di incontri fortunati: Leonardo Pieraccioni e Luca Manfredi, su tutti, e Alessandro Benvenuti, e tutti gli altri registi dai quali ho avuto il piacere di farmi dirigere. Altro "gran colpo" è stato l'incontro su un set con Pasquale Cifù dell'agenzia Speedy-Art di Roma, che da dieci anni gestisce la mia immagine.
I particolari sono praticamente storia, li potete leggere sul mio curriculum, nella Gallery.
Ma penso proprio di poter dire che questo riassunto della mia vita, possa tradursi semplicemente nel titolo.
Sia chiaro, e ci tengo a dirlo, non ho vissuto solo di teatro. Lo prova la mia pensione di artigiano: per tanti ho fatto il metalmeccanico, in proprio per un buon periodo, e da dipendente per un buon altro periodo. Una attività che ho svolto con uguale passione che il teatro.

SERGIO FORCONI NEL PRIVATO

Sono sposato da quasi trentotto anni con Graziella, la donna che mi è al fianco e verso la quale il sentimento del cuore cresce ogni giorno un pochino. Abbiamo due figlie ormai grandi e "sistemate", Stefania e Susanna. La nostra è una famiglia normale, dove non mancano i confronti, ma dove regna una grande simpatia e voglia di volersi bene. Le mie giornate iniziano sempre e terminano sempre con tutte loro, le mie donne. Anche quando sono fuori per lavoro, a Roma o dove si allestiscono i set, la mia alba è una telefonata a casa per il buongiorno, ed è lo stesso per la buonanotte.
Quando invece non sono impegnato, faccio quello che fanno tutti i pensionati: la spesa, piccole commissioni per la famiglia, quattro chiacchiere in piazza con gli amici di una vita. Si discute di politica, dei fatti semplici del paese, della Fiorentina, delle nostre avventure di quando avevamo i capelli meno bianchi e non è un'eccezione che alle nostre chiacchierate si uniscano anche i giovani del paese. Ogni tanto qualche cena, annaffiata da buon Chianti e qualche gita per salutare gli amici che non sono proprio vicini vicini.

GLI AMICI DI SERGIO

Devo qui ringraziare tutti coloro che, negli anni, mi sono stati accanto, nella carriera e soprattutto nella vita. Luciano e Lisetta Volpi, punti di riferimento e di affetto da tutta la vita; tutti gli amici di Grassina e le loro signore; Francesco Lucchesi, Alberto Bertolini e tutti gli amici di Castelunovo Garfagnana e Sillico (che hanno contribuito più che fattivamente all'idea di questo sito); gli amici di Bosco di Villa Collemandina; tutti i simpatici "ragazzi e ragazze" del Rione Sant'Antonio di Impruneta, esempio raro e genuino di allegria e spirito di collaborazione; Giovanni Lepri, bravissino attore comico caratterista, col quale ho l'onore di fare tante e tante serate di cabaret a modo nostro, divertendomi io per primo per quanto facciamo divertire chi viene ad assistere, e la sua signora, Angela; Angela Mauro, bravissima organizzatrice di eventi e serate benefiche in Toscana e non solo; Marinella e Francesco, che mi sostengono e mi aiutano infondendomi sempre energia e positività, oltre che tanto affetto; tutti i membri della Compagnia "IL GRILLO", con i quali da ottobre a marzo mi diverto a far divertire al Teatro Nuovo di Firenze; tutti i componenti delle famiglie Cellai di Donnini, amici esemplari;Lisetta Luchini, bravissima cantante e ricercatrice delle radici della canzone popolare toscana; Dario Cecchini, il macellaio-poeta di Panzano; Paolo Mellucci e la sua signora, validissimi organizzatori di eventi; Filippo "Piero" Torricelli, promettentissimo regista; Elisa e tutto lo staff de "La Porta del Chianti" di Figline Valdarno, piccolo paradiso per il palato e per la simpatia; Fabrizio Borghini, presentatore e organizzatore di eventi, trascinatore impareggiabile; tutti coloro che per strada, nei locali, ovunque, mi dimostrano il loro apprezzamento e la loro simpatia.

LA LUNGA TEORIA DEL "POL'ESSERE"

Voglio qui citare alcune delle frasi più carine e originali che mi sono sentito rivolgere negli anni e quelle che sono state rivolte a mia moglie e alle mie figlie...

Il primo novembre 2006, a Greve in Chianti, al Caffè Le Logge, mentre attendevo che mi venisse servito un buon caffè, due signore giovani e carine i guardavano parlottando fra loro; sorridendo, prima di andare, mi fanno: "Eh sì, lo dicevo io: da i' vivo gliè più bello!".

E sempre a Greve, qualche tempo prima, sul ponticino che si trova vicino al Teatro Boito, una signora mi fa: "Ma io lei l'ho visto a i' cine!" e io le risposi: "POL'ESSERE... ero in terza fila!".

A mia moglie Graziella vengono spesso fatte strane richieste, del tipo: "Signora, che lo posso toccare?" Lei candida candida rispose: "Fai fai, tanto un si consuma!".
Un'altra volta invece, dei ragazzi chiesero: "Signora, se lo vende?" e lei pronta: "Ragazzi, se si va a peso, un vi conviene mica!!!"

C'è chi poi mi vorrebbe in politica ("FORCONI SINDACO!!") e chi invece ogni tanto reclama un omaggio citando una battuta de "Il Ciclone" ("DAI FORCONI, PORTACI IL PRESENTE!").

Un collega di mia figlia Susy, Pietro, dopo avermi visto nelle vesti del parroco in "Orgoglio" mi ha chiesto una assoluzione per telefono!
 

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